L’ECONOMIA BRASILIANA TORNERA’ A CRESCERE. IN MODO PIU’ FORTE E PIU’ RAPIDO DEL PREVISTO

Ecco cosa si legge oggi sulla copertina di una della principali riviste brasiliane di business: "3, 2, 1... MANCA POCO PERCHE' IL BRASILE DECOLLI. Vari segnali di ottimismo tra imprenditori e investitori indicano che la ripresa della crescita sarà più forte e più rapida del previsto. Dietro agli aumenti consecutivi della borsa, alla caduta del dollaro, all'annuncio di nuovi investimenti e all'elevazione dell'indice di fiducia nell'economia, c'è un'aspettativa di espansione sino al 6% del PIL nel 2017 e 2018".

475

Caro lettore,

Sarai al corrente dei profondi mutamenti politici che sono in corso in Brasile.

In attesa del giudizio finale di impeachment della Presidente Dilma Roussef (stimato per fine agosto), il Brasile è attualmente governato da un presidente interinale, Michel Temer, vice-presidente della stessa Dilma fino a qualche mese fa, il quale ha formato un governo di larghe intese e provvisorio.

Non vogliamo entrare nella questione politica che non ci compete, ma dal punto di visto economico – che è quello che più c’interessa – l’attuale avvicendamento sta creando alcuni effetti che la Rivista “DINHEIRO”, uno dei più noti settimanali di business ed economia, ha indicato in un articolo adirittura da copertina:

Il cambiamento d’umore: il ritorno della fiducia

Secondo quanto si legge nell’articolo, il cambiamento nell’umore in Brasile è percepibile in vario modo, tanto a livello internazionale che nazionale.

Alcuni tra gli analisti internazionali più noti – come BTG Pactual e KPMG – stimano che 50 Miliardi di dollari entreranno in Brasile attraverso fondi disposti a investire in progetti a lungo termine e in fusioni & acquisizioni, non appena l’impeachment sarà approvato. Un esempio ne Brookfield, gestore di fondi canadese detentore di 225 Miliardi di dollari in attivo, che sta tenendo attentamente sott’occhio l’infrastruttura e il mercato immobiliare brasiliano.

La fiducia si sta diffondendo anche tra i players locali. L’Indice di Fiducia dell’Industria, curato dalla Fondazione Getulio Vargas (FGV) ha avuto un’impennata di quasi il 12% negli ultimi 5 mesi, passando al livello più alto dal febbraio del 2015.

Anche gli Indici del Commercio, dei Servizi e dei Consumatori seguono questa tendenza e in ogni caso l’aspettativa futura è molto maggiore del grado di soddisfazione attuale. Ossia la percezione generale è: “sappiamo non è facile ma abbiamo fiducia che migliorerà”.

Secondo l’economista senior del Banco Pine, Marco Caruso, se l’Indice di Fiducia della FGV tornasse al livello di qualche anno fa, il PIL brasiliano potrà crescere sino al 3% già nel 2017. Mentre se l’Indice venisse raggiunto nel solo 2018, la crescita economica el 2017 sarebbe contenuta all’1%.

Il Bollettino Focus della Banca Centrale brasiliana, che redige settiamanalmente le previsioni di un centinaio di Istituti, mostra che gli analisti pronosticano una crescita dell’1,1% del PIL nel 2017, ma alcuni analisti, come la società MB Associados prevede un aumento del 2%. “E’ una previsione realista, e non ottimista”, afferma Sergio Vale, economista capo della MB Associados.

Le premesse per la crescita: alcune già concretizzate

Affinché il decollo dell’economia abbia veramente successo, esistono alcune premesse che devono trasformarsi in realtà.

Alcune di queste premesse si sono già concretizzate. In primo luogo la destituzione dal ruolo di presidente della Camera di Eduardo Cunha, molto contestato per via delle indagini in corso per corruzione a suo carico. Al suo posto è subentrata una figura politica, Roberto Maia, che rappresenta un ingranaggio di connessione tra Esecutivo e Legislativo molto più oliato. Questo avvicendamento politico è stato ben accolto dal settore del Commercio. Ne è un esempio il commento di José do Egito Frota Lopez, presidente dell’ABAD (Associazione Brasiliana dei Venditori all’Ingrosso e Distributori di Prodotti Industrializzati), che prevede una crescita settoriale del 3% nel 2017: “Con il nuovo Presidente, Roberto Maia, il processo dei progetti di governo sarà molto più veloce”.

In secondo luogo, c’è la convinzione da parte degli impresari che il processo di impeachment della Presidente Dilma sarà concluso a fine agosto, dopo i Giochi Olimpici. Non esiste la certezza che DIlma sarà destituita definitivamente ma è molto probabile che ciò accada. La percezione di questa probabilità sta generando fiducia tra imprenditori e investitori.

La ripresa della fiducia anche sul piano finanziario…

Intanto – ed è la terza premessa – gli effetti della tanto attesa ripresa economica si stanno già manifestando anticipatamente nel mercato finanziario.

Nelle ultime settimane, la Bovespa (la borsa brasiliana) ha vissuto un rally di acquisti di azioni. L’Ibovespa, il termometro dell’ottimismo, è cresciuto del 30% annuale, raggiungendo il maggior livello degli ultimi 14 mesi.

Nelle ultime settimane il dollaro è sceso a 3,20 reais, diminuzione inferiore di addirittura il 24% rispetto a quella registrata nel febbraio del 2015, quando il dollaro era arrivato al valore storico di 4,19 reais, nel momento di maggior sconforto col governo Dilma.

Il real valorizzato è interpretato come un segnale di fiducia dell’investitore straniero in Brasile (così come per contro la valorizzazione del dollaro è percepita come un effetto della crisi politica ed economica).

Ciò nonostante il settore imprenditoriale vede con estrema cautela questa valorizzazione, perchè in ciò vede anche la concorrenza degli importati. “Non serve una nulla una ripresa del PIL nel 2017 se gli importati invaderanno il mercato interno” dice Heitor Klein, presidente della Associazione Brasiliana delle Industrie delle Calzature. Ciò specialmente in un clima di grande aspettativa verso il settore esterno – l’export brasiliano – dal quale ci si attende che possa fare la differenza nel PIL del 2017.

… e sul piano monetario

Tra i fautori di una visione ottimista del mercato – o realista (come agli analisti piace dire) – c’è anche l’equipe economica della Banca Santander, la maggior banca del Brasile, che prevede un’espansione del 2% del PIB nel 2017 e tra il 2% e il 3% nel 2018.

Oltre alla ripresa della fiducia, l’economista-capo della banca, Mauricio Molan, evidenzia l’importanza della caduta del tasso d’interesse, che riscatterebbe l’appetito di impresari e consumatori. Nell’ultima sessione, il Comitato della Politica Monetaria della Banca Centrale brasiliana ha deciso di mantenere il Selic (il tasso d’interesse ufficiale) al 14,25% all’anno, uno tra i più alti al mondo, ma è molto probabile che un ciclo di rilassamento monetario sarà iniziato entro fine anno. “L’inflazione ha intrapreso una traiettoria di caduta consolidata e non c’è una pressione sulla domanda” dice Molan. “Il tasso d’interesse attuale è molto sopra all’equilibrio”.

Come in tutte le economie, la riduzione degli interessi è un ingrediente necessario per la ripresa del credito. Alla fine di quest’anno l’offerta totale di credito – secondo le previsioni della Banca Centrale – sarà cresciuta solo dell’1%. “Ma il prossimo anno il credito crescerà sino al 5%” dice Nicola Tingas, consulente economico dell’ACREFI, l’Associazione Nazionale degli Istituti di Credito.

Lo stesso Tingas prevede un’espansione del 2% del PIL nel 2017 e tra il 3,5% e 4% nel 2018.

A favore della ripresa vi è anche l’oziosità nelle imprese, che potranno rapidamente riaccendere le proprie macchine.

Per mantenere il clima positivo, il governo annuncerà un pacchetto per stimolare l’economia che servirà como contrappeso all’annunciata stretta fiscale.

Per i settori legati al consumo, la chiave sarà il clima degli affari e la disoccupazione, che a metà del prossimo anno vedrà un’inversione di rotta.

D’altro lato le tasche dei consumatori saranno alleviate per la caduta dell’inflazione, che – nelle previsioni dell’APAS, l’Associazione Paulista dell’APAS – comporterà l’effetto benefico di aumentare il consumi di perlomeno il 2% nelle vendite nel 2017.
Ostacoli

Come in qualsiasi scenario ipotetico, ci sono rischi da considerare che potrebbero turbarne la piena concretizzazione.

Sul fronte politico, il principale è l’avanzamento dell’Operazione “Lava Jato” (qualcosa di simile a quello che occorse in Italia con l’operazione “Mani Pulite”), che potrebbe avere degli effetti sul governo Temer.

Oltre a ciò vi è la possibilità che l’ex Presidente Lula si candidi per il 2018, resuscitando idee economiche oggi rigettate dal mercato.

Sul fronte sociale, occorre una riforma importante della previdenza sociale, che costituisce uno dei grandi motori della crescita esponenziale della spesa pubblica: ma per realizzarla occorrerà convincere le forze sindacali, cosa tutt’altro che facile.

Senza contare che il Brasile è un grande fornitore internazionale di materie prime ma la situazione globale è tra le più incerte, a partire dalle difficltà di prevedere il futuro di due storici grandi compratori del Brasile, quali Cina e Brasile, quest’ultimo peraltro oberato dall’incognita Trump.

Ciò nonostante i molteplici segnali positivi sopra menzionati non possono essere ignorati. E non è un caso se anche un organo come il Fondo Monetario Internazionale – generalmente piuttosto duro nelle valutazioni verso il Brasile – preveda già nel 2017 una ripresa importante del PIL brasiliano.

(Fonte: Fabio Moro di BSO BUSINESS SUPPORT OFFICE DO BRASIL – newsletter n. 6/2016)

Share to:Share on Facebook0Share on Google+0Tweet about this on TwitterShare on LinkedIn0